Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo – Savigliano (CN)

Il progetto di adeguamento liturgico è stato il risultato di un percorso lungo, meditato e profondamente condiviso, maturato nell’arco di diversi anni attraverso un dialogo costante tra il parroco, i professionisti incaricati, la commissione pastorale, gli uffici diocesani competenti e le Soprintendenze. Un cammino costruito per fasi successive, fatto di ascolto, confronto e verifiche sul campo, che ha consentito di giungere a una proposta matura e consapevole, capace di tenere insieme le esigenze della liturgia rinnovata, la sensibilità pastorale della comunità e il rispetto rigoroso del contesto storico-artistico.

L’intervento ha preso avvio da una lettura complessiva dell’edificio sacro, considerato nella sua unità spaziale e simbolica, per poi concentrarsi sull’area celebrativa, riconosciuta come cuore pulsante della chiesa. Le stratificazioni accumulate nel tempo, frutto di interventi eterogenei e talvolta ridondanti, sono state ricomposte in una nuova armonia, restituendo ordine, chiarezza e coerenza all’insieme. L’obiettivo è stato quello di superare ambiguità e sovrapposizioni, ricreando un assetto capace di sostenere con efficacia l’azione liturgica e di dialogare con il linguaggio architettonico originario.

Altare, ambone e sede sono stati ripensati come “luoghi” eminenti, riconoscibili e tra loro strettamente connessi, secondo una logica unitaria e partecipata. La loro nuova collocazione ha favorito una relazione più diretta tra celebrante e assemblea, rafforzando il senso di prossimità e di partecipazione attiva dei fedeli, senza alterare l’assetto longitudinale dell’aula ma interpretandolo in chiave più accogliente e leggibile.

Le scelte formali e materiche hanno cercato una sobria contemporaneità, capace di accostarsi alla preesistenza con rispetto e discrezione. I nuovi elementi sono stati pensati come presenze misurate, non invasive, in grado di dialogare con lo spazio storico senza imitarlo, ma anche senza imporsi. La reversibilità degli interventi e la leggerezza costruttiva hanno rappresentato criteri guida, a tutela del monumento e della sua integrità.

L’arte e l’iconografia hanno contribuito a dare profondità teologica e simbolica al progetto, trasformando lo spazio celebrativo in un luogo capace di parlare attraverso segni essenziali ma intensi. Ogni elemento è stato concepito per orientare lo sguardo e il gesto liturgico, accompagnando la comunità nel mistero celebrato.

Il risultato finale è uno spazio liturgico rinnovato nella sua essenzialità, ordinato e unitario, in cui architettura, arte e liturgia trovano un equilibrio condiviso. Un luogo capace di accogliere la comunità e di sostenerla nel tempo, restituendo centralità all’azione celebrativa e offrendo un’esperienza di fede più consapevole, raccolta e partecipata, nel solco della tradizione e aperta al presente.